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9 FEBBRAIO 2018 – Milano / PAROLE A SCUOLA

9 FEBBRAIO 2018 – Milano / PAROLE A SCUOLA / Giornata importante per la scuola italiana: condividere riflessioni, esperienze e buone pratiche per la CULTURA della VITA in RETE contro il cyberbullismo!

Parole a Scuola è una giornata di formazione gratuita sul tema delle #competenzedigitali e della comunicazione consapevole e informata in Rete.
Lo scopo è di fornire a chi insegna gli strumenti per educare alla cittadinanza digitale e per creare un nuovo percorso didattico che porti il Manifesto della comunicazione non ostile nelle classi d’Italia.

L’evento è organizzato dall’ATS ParoleO_Stili (formata dall’Associazione Parole O_Stili, l’UniversitàCattolicadelSacroCuore e l’OsservatorioGiovani dell’IstitutoToniolo) in collaborazione con il MIUR.

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Bullismo e Cyberbullismo

Il cyberbullismo e la manifestazione in Rete di un fenomeno piu ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest’ultimo e caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, mms, foto, video, email, chatt rooms, istant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace a difendersi.

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

Bullismo Cyberbullismo
Sono coinvolti solo gli studenti della classe e/o dell’Istituto; Possono essere coinvolti ragazzi ed adulti di tutto il mondo;
generalmente solo chi ha un carattere forte, capace di imporre il proprio potere, puo diventare un bullo; chiunque, anche chi e vittima nella vita reale, puo diventare cyberbullo;
i bulli sono studenti, compagni di classe o di Istituto, conosciuti dalla vittima; i cyberbulli possono essere anonimi e sollecitare la partecipazione di altri “amici” anonimi, in modo che la persona non sappia con chi sta interagendo;
le azioni di bullismo vengono raccontate ad altri studenti della scuola in cui sono avvenute, sono circoscritte ad un determinato ambiente; il materiale utilizzato per azioni di cyberbullismo puo essere diffuso in tutto il mondo;
le azioni di bullismo avvengono durante l’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola, scuola-casa; le comunicazioni aggressive possono avvenire 24 ore su 24;
le dinamiche scolastiche o del gruppo classe limitano le azioni aggressive; i cyberbulli hanno ampia liberta nel poter fare online cio che non potrebbero fare nella vita reale;
bisogno del bullo di dominare nelle relazioni interpersonali attraverso il contatto diretto con la vittima; percezione di invisibilita da parte del cyberbullo attraverso azioni che si celano dietro la tecnologia;
reazioni evidenti da parte della vittima e visibili nell’atto dell’azione di bullismo; assenza di reazioni visibili da parte della vittima che non consentono al cyberbullo di vedere gli effetti delle proprie azioni;
tendenza a sottrarsi da responsabilita portando su un piano scherzoso le azioni di violenza. sdoppiamento della personalita: le conseguenze delle proprie azioni vengono attribuite al “profilo utente” creato.

 

  • Segnalare casi di bullismo
    Attivazione della casella di posta bullismo@istruzione.it per segnalare casi di bullismo e cyberbullismo.
  • Canali social del MIUR
    Strumenti di azione attualmente in uso sono i due social del MIUR pensati e realizzati insieme ai ragazzi: www.webimparoweb.eu e www.ilsocial.eu. Entrambi social tematici, il primo per i ragazzi under 13, sotto la guida del docente che e anche amministratore dei contenuti da pubblicare (questo perché si educa al social prima di essere social); il secondo per gli over 14. Sono entrambi espressione di piazze virtuali in cui poter comunicare e socializzare le proprie esperienze, le proprie emozioni.

Fonte – MIUR